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Grande Gianni, riesci sempre a smuovere le masse ,ciao

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Alcune mie immagini

http://francoborsiwildlife.deviantart.com/gallery/


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Grazie Attilio. Meno male che ci sei tu a riportare l'ordine nel sistema degenerante! In effetti il titolo avrebbe potuto essere "Omaggio a Duchamp" ma temevo di essere accusato di doppio plagio... verticale. Eventualmente, in connessione con il topic di Calach, si poteva tirar fuori una discussione sul dadaismo, anche se io non ne so un tubo e non condivido assolutamente questo genere (come i famosi barattoli di Piero Manzoni). Però mi piace molto l'idea trasgressiva e ironica.

L'interpretazione miziana comunque non è male. L'incertezza "la faccio qua o la faccio là" è un'esperienza reale, quando tutte le postazioni sono disponibili :lol:
A questo proposito mi viene in mente Alain Delon. Vi racconto:
L'attore viaggia su un'autostrada italiana in taxi. Chiede all'autista di fermarsi ad una stazione di servizio e lo prega di andare a controllare quante persone sono in piedi nel locale minzione. Costui ritorna dicendo: "una decina".
Alain si mostra contrariato. "Molto riservato", pensa l'autista. Ma non è questione di riservatezza. E' che lui ha esperienza. Lui, Alain, sa...
Comunque il bisogno lo spinge a far buon viso a cattiva sorte. Indossa l'impermeabile e va. Ma appena entra viene riconosciuto. Lui si affretta per raggiungere un box richiudibile ma tutti i mintori si voltano in sincronismo, esclamando in coro: "Oooh, Alain Delon!!!".
E, come sempre, lo innaffiano.

Xat, te lo immagini il vecchietto che va a fotografare nerboruti camionisti in fase di svuotamento? Non credo che sia un reportage consigliabile. Come nota giustamente Lazzaro, questo genere di arte è ancora incompreso.

Diboo, te lo immagini quell'omaccione di Miz coricato sul fianco sinistro mentre si ostina a voler provare l'atavica ebbrezza della tua tazza senza tavoletta? Come minimo quella tazza va raddrizzata, pende...
:lol: :lol: :lol:

Grazie Frank; come vedi, quando si parla di arte, il forum si risveglia.

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MessaggioInviato: 08/11/2007, 10:28 
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:lol: :lol: fortissimo questo topic! Grande zio!
Sul dadaismo se ne potrebbe discutere per mesi, credo che nessuno l'abbia mai capito, e forse il suo scopo era proprio questo...
In fondo se ne parla ormai da quasi un secolo... de che poi... ma l'importante è che se ne parli... e questo è il dadaismo! :D

Bravo zio, interpretato alla perfezione :D :D

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L’espressione di quel che esiste, è un compito infinito - P. Cèzanne

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MessaggioInviato: 08/11/2007, 11:05 
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che se ne parli da un secolo non c'è dubbio... ma se si vuol cercare di capire o semplicemente conoscere qualcosa del DADA bisogna soprattutto guardare nella storia...
ricordare sempre che a fare il lavoro di un'artista non è solo la sua anima e la sua testa, ma grande importanza ha il contesto storico in cui vive o ha vissuto..
vi omaggerò di un breve excursus sulla storia del DADA... su come e perchè sia nato.
opterò per un copia e incolla per questioni di praticità e velocità :)
e soprattutto per un linguaggio credo comprensibile per tutti... non di quei giri di parole che non si capisce alla fine ciò che si dice... ;)
spero che il mio gesto sia di vostro gradimento.

buona lettura!


la storia:

L'esperienza della guerra, la disgregazione delle istituzioni di tradizione ottocentesca e le grandi trasformazioni sociali e politiche producono nel ventennio tra le due guerre mondiali un forte distacco dal passato non solo in campo storico e sociale ma anche in quello culturale e artistico. Cercando di spiegare le ragioni della nascita di Dada Tristan Tzara, in un'intervista alla radio francese, concessa nel 1950, dichiarava: Per comprendere come è nato Dada è necessario immaginarsi, da una parte, lo stato d'animo di un gruppo di giovani in quella prigione che era la Svizzera all'epoca della prima guerra mondiale e, dall'altra, il livello intellettuale dell'arte e della letteratura a quel tempo. Certo la guerra doveva aver fine e dopo noi ne avremmo viste delle altre. Tutto ciò è caduto in quel semioblio che l'abitudine chiama storia. Ma verso il 1916-1917, la guerra sembrava che non dovesse più finire. In più, da lontano, sia per me che per i miei amici, essa prendeva delle proporzioni falsate da una prospettiva troppo larga. Di qui il disgusto e la rivolta. Noi eravamo risolutamente contro la guerra, senza perciò cadere nelle facili pieghe del pacifismo utopistico. Noi sapevamo che non si poteva sopprimere la guerra se non estirpandone le radici. L'impazienza di vivere era grande, il disgusto si applicava a tutte le forme della civilizzazione cosiddetta moderna, alle sue stesse basi, alla logica, al linguaggio, e la rivolta assumeva dei modi in cui il grottesco e l'assurdo superavano di gran lunga i valori estetici. Non bisogna dimenticare che in letteratura un invadente sentimentalismo mascherava l'umano e che il cattivo gusto con pretese di elevatezza si accampava in tutti i settori dell'arte, caratterizzando la forza della borghesia in tutto ciò che essa aveva di più odioso...

in generale:

Le attività dada includevano manifestazioni pubbliche, dimostrazioni, pubblicazioni di periodici d'arte e letteratura. Le tematiche trattate spaziavano dall'arte alla politica. Dada nacque come protesta contro il barbarismo della Prima Guerra Mondiale, in seguito il movimento divenne più improntato su una sorta di nichilismo artistico, che escludeva e condannava la rigidità e il manierismo in vari campi dell'arte come la letteratura, la pittura, la scultura. Tutto ciò era applicato anche e soprattutto alle convenzioni della società in cui gli artisti vivevano. Il dadaismo ha influenzato stili artistici e movimenti nati successivamente, come il surrealismo, la pop art e il gruppo neo dada Fluxus. Dada è stato un movimento internazionale, ed è relativamente difficile classificare gli artisti in base al loro paese di provenienza, in quanto si spostavano costantemente da una nazione all'altra.

cos'è il DADA:

Secondo i dadaisti stessi, il dadaismo non era arte, era anti-arte. Ha infatti tentato di combattere l'arte con l'arte. Per ogni cosa che l'arte sostenesse, Dada rappresentava l'opposto. Se l'arte prestava attenzione all'estetica, Dada ignorava l'estetica; se l'arte doveva lanciare un messaggio implicito attraverso le opere, Dada tentava di non avere alcun messaggio, infatti l'interpretazione di Dada dipende interamente dal singolo individuo; se l'arte voleva richiamare sentimenti positivi, Dada offendeva. Attraverso questo rifiuto della cultura e dell'estetica tradizionali i dadaisti speravano di distruggere se stessa, ma, ironicamente, Dada è diventato un movimento che ha influenzato l'arte moderna.

Tristan Tzara afferma: Dio e il mio spazzolino sono Dada, e anche i newyorkesi possono essere Dada, se non lo sono già. Un critico del American Art News ha asserito a riguardo che la filosofia Dada è la cosa più malata, più paralizzante e più distruttiva che sia stata pensata dal cervello umano. Gli stessi dadaisti hanno descritto Dada come un fenomeno che scoppia nella metà della crisi morale ed economica del dopoguerra, un salvatore, un mostro che avrebbe sparso spazzatura sul suo cammino. Un sistematico lavoro di distruzione e demoralizzazione...che alla fine non è diventato che un atto sacrilego.. La ragione e la logica aveva lasciato alla gente gli orrori della guerra, e l'unica via di salvezza era il rifiuto della logica per abbracciare l'anarchia e l'irrazionale. Comunque, tutto ciò può essere inteso come lato logico dell'anarchia e il rifiuto dei valori e dell'ordine. La distruzione sistematica dei valori, non è quindi irrazionale, se si pensa che debba essere messa in atto.


spero di non avervi annoiato... alla prox! ciaoooooo

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Siva


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Hello boys
traversando tutto l'Illinois
valicando il Tennessee,
senza indugio fino a qui
è arrivato il Dada(umpa)
Dada(umpa) Dada(umpa) Dada(umpa).
DADA(UMPA)
Con un cocktail di rugiada e gin,
dentro il calice di un fior
la fortuna fa cin-cin
se le canti il Dada(umpa)
Dada(umpa) Dada(umpa) Dada(umpa).
DADA(UMPA)
Ogni stella
grande come il sole
ci sembrerà,
ogni luce
accesa nel buio
sembrerà la luna
che splende
sul mar...
Dada(umpa).
DADA(UMPA)
Lungo un fiume disegnato in ciel,
se ne va questo Show-boat,
vola questo super-jet
che si chiama Dada(umpa)
Dada(umpa) Dada(umpa) Dada(umpa)
(UMPA!)

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ahhahahahahaha ;)
tutti canterini in questo forum :P
bello bello... me piace...

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Siva


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Cara Siva, grazie per la tua fattiva partecipazione. Il testo citato è un'ottima spiegazione, molto chiara, comprensibile ed informativa al punto giusto. Me lo conservo.
Ho scoperto comunque ieri su Internet che Duchamp non si riteneva un dadaista. E qui le cose si complicano ma io non sono in grado di approfondire e quindi cedo la parola ad altri:
Cita:
L’artista francese Marcel Duchamp (1887-1968) viene considerato uno dei maggiori rappresentanti del dadaismo, benché egli non abbia mai accettato l’appartenenza a questo gruppo. La cosa, conoscendo il personaggio, non stupisce affatto: la personalità di Duchamp è assolutamente impossibile da inquadrare in un qualsiasi schema. Egli, in realtà, è stato uno dei più grandi artisti del Novecento, proprio per il suo modo di essere. Ha, di fatto, costruito un nuovo prototipo di artista da intendersi come intellettuale sempre pronto a proporsi in maniera inaspettata, anche solo per il piacere di essere diverso dal normale. Ha elevato l’anormalità, intesa come rifiuto di qualsiasi norma, a pratica sia di arte sia di vita.

Io comunque per istinto mi sento molto manierista e non me ne dolgo. Anzi, se uno, guardando un mio quadretto ad olio mi dice: "bello, sembra una fotografia", io mi sento appagato.
Sarà che sono la reicarnazione di Leonardo, modestia a parte :!: :wink: :lol:

Domingo, mi fai ricordare le Kessler. Ai tempi loro non c'era nulla di meglio per rallegrare lo spirito :!:

::Yeahhh::


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MessaggioInviato: 09/11/2007, 12:12 
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GianniP ha scritto:
Ho scoperto comunque ieri su Internet che Duchamp non si riteneva un dadaista. E qui le cose si complicano ...


Qui le cose si complicano molto... :lol:
Duchamp non si riteneva un artista Dada, ma in realtà non si riteneva neppure un artista nonostante lo fosse. Nutriva un disprezzo sincero nei confronti dell'arte per com'era intesa e recepita dai suoi contemporanei, voleva andare oltre e questo lo metteva automaticamente fuori da qualsiasi corrente. Il fatto pero' è che nessuno puo' essere diverso da cio' che è intimamente ed è per questo che viene considerato un artista Dada, perché con questi condivide in larghissima parte intenti e princìpi. Posso odiare le definizioni, posso odiare Kant, ma se nel quotidiano ed in tutti i miei scritti poi mi rivelo kantiano quello che dico di me stesso conta fino ad un certo punto. Duchamp era artista, artista vero, artista in tutto cio' che faceva (i famosi barattoli di [censurato] d'artista di Manzoni, ma anche i meno famosi ma altrettanto significativi palloncini gonfiati da Manzoni stesso, venduti come Fiato d'artista, nascono proprio da questo concetto, focalizzato da Manzoni quasi mezzo secolo dopo), anche le sue dichiarazioni quindi vanno prese come espressione d'arte e non come dato di fatto oggettivo, la presunta oggettività va lasciata ai critici che amano classificare ed ordinare per rendere comprensibile una realtà a volte fin troppo complessa per ricadere sotto un'unica etichetta, probabilmente è il caso di Duchamp, troppo complesso per essere semplicemente Dada, ma tutto sommato cosi' tanto vicino al movimento Dada da non poterne essere considerato estraneo.

Smetto, smetto, sono ampiamente fuori dai confini delle mie scarse conoscenze dell'argomento (magari la prossima volta parliamo di futuristi e fotografia, dove magari due nozioni in piu' le so :shock: , scherzo, paura eh...).
Ciao
Attilio


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MessaggioInviato: 09/11/2007, 13:13 
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Attilio, quello che dici ha una logica che condivido pienamente.
E condivido anche la satira provocatoria contenuta nei barattoli di Manzoni.
Prima o poi, io credo, dove s'instaurano abitudini che sono visibilmente formali, c'è sempre qualcuno che si scoccia e ha il coraggio di andare controcorrente anche in modo pesante.
Succede anche nel forum, leggendo troppo spesso frasi convenzionali di elogio. Magari l'elogio è meritato dall'autore ma l'istinto critico del Bastian contrario è connaturato nell'animo umano. Si vede in tutti i campi dell'arte e dello spettacolo (e si vede anche nella politica, dove i criteri di giudizio dovrebbero essere oggettivi e razionali). La complicazione io la trovo nel fatto che anche una corrente che si oppone mostrando segnali di trasgressione, è faziosa e quindi conformista all'anticonformismo.
Non so se sono riuscito a spiegarmi.
Riguardo al Futurismo so qualcosa di più dal punto di vista storico, avendo aiutato mia figlia in una tesina su Marinetti ed il Manifesto. Ma è già passato tanto tempo.
In mio giudizio è comunque pessimo perché quando un movimento d'avanguardia artistico-letterario diventa ispiratore di ideologie politiche che portano alla guerra... beh la musica cambia. Diventa preludio di marcia funebre! E io personalmente qualche marcia funebre l'ho sentita.
Meno male che non ero abbastanza adulto da rendermene conto :cry:
Ciao


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MessaggioInviato: 09/11/2007, 13:21 
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ahahahhahahaha!!!!!
fortuna che qui non si vedono i filmati, altrimenti un paio di film futuristi li avremmo potuti postare e far entrare gli amici del forum nel delirio assoluto... ahahahhahah :D:D:D:D

gli artisti sono personalità eccentriche e provocatori, a volte ciò che ci si chiede se è arte infatti è semplicemente una provocazione che poi .... diventa arte...

si pensi er esempio a Gino De Dominicis e alle sue opere invisibili.. come il cubo, la piramide, il cilindro... dei quali è tracciato per terra solo il perimetro della base...
:):):)
la cosa penso possa incuriosire qualcuno... magari uno dei prox topic sarà un'ideazione pazzesca di cui vedremo solo la base ;) :D:D:D

X Attilio: ottima spiegazione, come sempre...

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Siva


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GianniP ha scritto:
La complicazione io la trovo nel fatto che anche una corrente che si oppone mostrando segnali di trasgressione, è faziosa e quindi conformista all'anticonformismo.
Non so se sono riuscito a spiegarmi.


Ti sei spiegato benissimo e condivido quanto dici.

GianniP ha scritto:
Riguardo al Futurismo so qualcosa di più dal punto di vista storico, avendo aiutato mia figlia in una tesina su Marinetti ed il Manifesto. Ma è già passato tanto tempo.
In mio giudizio è comunque pessimo perché quando un movimento d'avanguardia artistico-letterario diventa ispiratore di ideologie politiche che portano alla guerra... beh la musica cambia. Diventa preludio di marcia funebre! E io personalmente qualche marcia funebre l'ho sentita.
Meno male che non ero abbastanza adulto da rendermene conto :cry:
Ciao


Sul futurismo le mie valutazioni sono controverse. Da un canto apprezzo molto alcuni autori, dall'altro non posso non condividere in larga parte l'analisi che ne fece Benjamin, il quale sostanzialmente vedeva il futurismo nelle arti tradizionali (pittura e scultura) come una reazione alla fotografia ed al cinema, quindi non creatività intesa in senso stretto ma sollecitata dal voler restituire alle arti tradizionali un'importanza che apparentemente stavano perdendo. Da qui la volontà di cercare di rappresentare il movimento, di fermare l'attimo, azioni proprie del cinema e della fotografia, non stravolgendo tuttavia la pittura e la scultura (ed allora si sarebbe stata vera arte) ma solo snaturandola, cercando di fargli assumere una funzione che non le è propria.
Da qui poi lo stimolo ad appropriarsi anche di altri mezzi espressivi da parte del futurismo, fece si che il movimento assunse dimensioni ed importanza tali da diventare fondamentale nell'esperienza artistica moderna e contemporanea, tuttavia continuo a chiedermi spesso se fu vera arte o se fu arte agli steroidi, drogata dal clima e dagli appoggi "politici" dell'epoca.
Ciao
Attilio


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Mi sono letto Wikipedia a proposito di Marinetti.
Fu certamente una persona di grande talento e molto produttiva.
L'aspetto artistico del Futurismo comunque, a mio parere, passa in secondo piano rispetto ai concetti filosofico-politici (interventismo, esaltazione della guerra, ecc.). Un brutto periodo, serioso e truculento!

Forse è preferibile girarla a barzelletta.
Adesso vi racconto cosa accadde durante uno spettacolo teatrale futurista.

Uno spettatore ha immediato bisogno di una... ritirata.
Esce dalla fila e si dirige rapidamente verso la prima porticina che trova al lato del palcoscenico.
Incontra un operaio e chiede informazioni.
Risposta:
- Fate la scaletta, andate a sinistra, poi a destra, poi ancora a sinistra, entrate alla terza porta...
Lo spettatore vi si precipita in preda alle contrazioni addominali.
Trova un ampio locale in penombra ma non vede l'apposita tazza. Si guarda intorno ma non può perdere altro tempo a cercare. Al centro del locale ci sono solo una sedia ed un tavolo con sopra un mazzo di fiori in un vaso.
Sollecitato dall'urgenza ha un lampo di genio... trasgressivo e punitivo: sale sulla sedia e poi sul tavolo, toglie i fiori dal vaso, si sbottona e ci si siede sopra; rimette i fiori al loro posto e fugge via.
Rilassato torna in platea e, "permesso, scusate, permesso" raggiunge il proprio posto.
Chiede alla signora accanto:
- Mi scusi, potrebbe aggiornarmi in breve su cosa è successo sulla scena?
- Veramente io questi fururisti non li capisco. Non c'è una logica! Pensi che è arrivato uno, è salito sul tavolo e ha fatto cacca nel vaso da fiori. Ma che senso ha?!
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