Tecnica / test
I FLASH REMOTI

Utilizzare strumenti diversi per illuminare i nostri scatti non è difficile come potrebbe sembrare, basta prestare attenzione a pochi elementi determinanti. In fotografia, nella maggior parte delle occasioni si sfrutta la luce esistente. Ci sono situazioni, tuttavia, in cui il controllo della luce è essenziale e le sfide che deve affrontare il fotografo sono completamente diverse. Si tratterà infatti di creare la giusta luce con strumenti più o meno complessi per ottenere un certo effetto. Per farlo dovremo imparare a far lavorare dispositivi diversi in modo coordinato, vediamo come. di Attilio Gagliardi
I FLASH REMOTI In fotografia, nella maggior parte delle occasioni si sfrutta la luce esistente. Ci sono situazioni, tuttavia, in cui il controllo della luce è essenziale e le sfide che deve affrontare il fotografo sono completamente diverse. Si tratterà infatti di creare la giusta luce con strumenti più o meno complessi per ottenere un certo effetto. Per farlo dovremo imparare a far lavorare dispositivi diversi in modo coordinato, vediamo come. Concetti di base Prima di tutto dobbiamo impossessarci di un paio di concetti base sul funzionamento degli otturatori fotografici in rapporto con il flash. L'otturatore è quel dispositivo posto davanti al nostro sensore che regola la durata del tempo per cui la luce raggiunge il nostro sensore; è costituito da due tendine che scorrono dall'alto verso il basso. Al momento dello scatto la prima tendina, che abitualmente copre il sensore, inizia a scorrere verso il basso e scopre la superficie sensibile, che inizia ad essere colpita dalla luce. Trascorso il giusto tempo, la seconda tendina inizia anch'essa la sua corsa verso il basso, iniziando a ricoprire la superficie sensibile e terminando l'esposizione. Come abbiamo visto, la seconda tendina inizia a muoversi in base al tempo impostato, questo ha un ruolo determinante: se impostiamo un tempo molto lungo, diciamo 1 secondo, la prima tendina farà in tempo ad aprirsi completamente, scoprire tutto il sensore e solo dopo un secondo vedremo che il sensore inizierà ad essere nuovamente coperto dalla seconda tendina, quindi per un tempo piuttosto lungo il sensore sarà completamente scoperto. Se viceversa imposteremo un tempo molto rapido, diciamo 1/2000 di secondo, la seconda tendina inizierà a muoversi quando la prima ancora non sarà arrivata in fondo alla sua corsa, questo comporterà che il nostro sensore non sarà mai completamente esposto alla luce ma viceversa sarà impressionato solo da una sottile striscia di luce tra le due tendine che passerà sulla sua superficie. Compreso il funzionamento dell'otturatore, sarà facile immaginare che c’è un tempo di scatto in cui la seconda tendina inizia a muoversi appena dopo che la prima tendina è giunta a fine corsa; in altre parole si tratta di trovare qual è il tempo più breve possibile per cui ci sarà un istante in cui il sensore è completamente scoperto. Questo tempo viene detto tempo di sincro flash, cioè il tempo più rapido con il quale possiamo scattare con il flash a piena potenza. In sostanza cosa accade? Impostiamo il tempo di sincro flash, scattiamo, la prima tendina inizia a scorrere verso il basso, arriva a scoprire interamente il sensore, quando il sensore è completamente scoperto viene dato impulso al flash di scattare, questo scatta ed illumina interamente tutto il sensore, a questo punto la seconda tendina inizia la sua corsa verso il basso e ricopre il sensore. Se scattassimo con un tempo ancora più rapido del sincro flash cosa accadrebbe? Che al momento del lampo potremmo essere solo in due situazioni possibili, o la prima tendina non è ancora arrivata a fine corsa, e quindi la parte bassa del sensore non viene illuminata, oppure la seconda tendina ha già iniziato la sua corsa, ed in tal caso la parte alta del sensore non riceverà la luce del flash, in entrambi i casi la luce flash avrà illuminato solo parzialmente il fotogramma. Questi concetti sono importanti non solo perché validi quando scattiamo con il flash montato in macchina ma anche quando i flash da gestire sono più d'uno. Gestire più flash Sarà proprio la gestione di più flash a metterci nelle condizioni di trovare la giusta illuminazione per i nostri scatti e dovremo preoccuparci di fare in modo che tutti i flash coinvolti scattino un quel breve momento in cui il nostro sensore è completamente esposto alla luce. Naturalmente usare un tempo di scatto più lungo è sempre possibile e semplificherebbe la messa in sincro di tutti i flash, tuttavia usare tempi di scatto più lunghi farà si che la luce ambiente influenzi maggiormente l'esposizione generale dello scatto, restituendoci risultati meno prevedibili. La gestione della luce implica essenzialmente il controllo di flash posti a distanza dalla nostra macchina, posizionati cioè in remoto rispetto alla nostra postazione di scatto. L'uso dei flash in luogo della luce continua è determinato dalla possibilità di regolazione che hanno questi ultimi e dalla possibilità di abbinarli facilmente ad una serie di accessori per modificare la qualità della luce. Con faretti a luce continua la gestione è molto complessa e richiede potenze importanti, viceversa due flash a cobra spesso forniscono potenza in abbondanza per la maggior parte dei nostri scopi. La regolazione delle potenze dei flash normalmente viene fatta in manuale sui singoli flash, e il motivo è presto detto: vogliamo il controllo della quantità di luce che raggiunge il nostro soggetto. Lasciare che i flash scattino in automatismo ci mette in condizione di perderne il controllo esatto. Stabilito che le potenze dei flash saranno impostate manualmente, il problema principale che dovremo porci è quello di trovare un sistema che faccia scattare tutti i nostri flash contemporaneamente e nel momento in cui, come abbiamo visto prima, il nostro sensore è completamente esposto alla luce. Sistemi diversi I sistemi per pilotare flash remoti sono sostanzialmente tre: i cavi, la luce, gli impulsi radio. In un set viene usato solo uno di questi sistemi ma con un minimo di accortezza nulla ci vieta di mischiarli. Dovremo prestare solo attenzione ai tempi di scatto, perché la catena di innesco potrebbe accumulare una serie di tempi di latenza per cui con il tempo minimo di sincro flash potremmo ritrovarci delle vignettature. Basterà allungare il tempo di scatto per risolvere il problema. Vediamo intanto come innescare i flash remoti. L'innesco via cavo è l'innesco tradizionale: viene utilizzato un cavo coassiale che riceve l'impulso dalla presa P/C, quando presente sulla nostra macchina, e trasmette l'innesco ai flash remoti tramite i cavi, che possono sdoppiarsi tramite raccordi ad Y in modo da raggiungere tutti i flash che ci interessa innescare. Questo tipo di innesco è molto efficiente, non risente di alcuna condizione ambientale e di nessuna interferenza, tutt'ora viene usato in quelle condizioni critiche dove, per vari motivi, gli altri sistemi non possono essere usati, tuttavia richiede sulla macchina la presenza di una presa P/C e la presenza sul flash remoto della medesima presa coassiale. Sulle macchine fotografiche entry level, come le compatte e le bridge, questo tipo di presa non è mai presente, tuttavia esistono in commercio degli adattatori per la slitta flash che permettono di avere la presa in questione. Tali adattatori si montano sulla slitta dove monteremmo il flash ma sono dotati del solo contatto centrale, l'unico che ci interessa quando lavoriamo in manuale, e sono forniti di una o più porte P/C. Quando scattiamo l'impulso flash al contatto centrale viene dato dalla macchina sempre al momento giusto e, tramite i cavi, viene trasmesso ai flash remoti, che scatteranno. Spesso se usiamo flash a cobra di recente produzione, anche di medio livello, non troveremo la porta P/C a bordo, anche in questo caso ci servirà un adattatore. Avremo anche bisogno di uno zoccolo flash con porta P/C su cui innestare il flash, proprio come se fosse lo zoccolo flash sulla nostra macchina fotografica. Il suo funzionamento è l'inverso dell'adattatore precedente: riceve l'impulso dalla porta P/C cui è collegato il cavo e lo trasmette al contatto centrale che farà scattare il flash. L'unico vero inconveniente degli inneschi via cavo è proprio il cavo, avere uno o più fili sul pavimento del nostro set, collegati ai flash, farà si che la probabilità di inciamparci sia piuttosto elevata. Nel panorama dell'innesco via cavo bisogna citare anche i sistemi esclusivi. I diversi produttori hanno in catalogo una serie di cavi multipolari in grado di funzionare con i flash da loro prodotti e fornire ai flash remoti una serie di automatismi; tali sistemi sono stati superati dai sistemi di innesco wireless. Il sistema più semplice per eliminare i cavi è l'innesco tramite la luce. Concettualmente è piuttosto semplice: la macchina fotografica sarà collegata ad un flash pilota che emetterà il primo lampo al momento giusto, i flash remoti avranno delle servocellule che vedranno tale lampo e daranno l'impulso ai flash. Nella sua semplicità il sistema però richiede alcune accortezze: in primo luogo il flash pilota dovrà essere impostato in manuale, se fosse impostato con un qualche automatismo dovrebbe emettere dei pre-lampi di monitoraggio ed i flash remoti vedrebbero i pre-lampi, scattando troppo presto. In secondo luogo, naturalmente, i flash remoti dovranno avere in dotazione delle servocellule; se con i flash da studio ed i modelli a cobra professionali non incontreremo problemi e troveremo sempre una servocellula incorporata, con la maggior parte dei flash a cobra amatoriali e di medio livello la presenza di una servocellula non è affatto scontata, anzi. In questo caso ciò che dobbiamo fare è dotarci di uno zoccolo flash dotato di servocellula su cui montare il nostro flash, che così riceverà il comando di innesco quando la servocellula vedrà il lampo. Uno zoccolo flash con servocellula è un accessorio di facile reperibilità e dal costo contenuto che ci metterà in grado da subito di posizionare il nostro flash in remoto e comandarlo tramite il lampo del flash incorporato nella nostra fotocamera. Dovremo solo verificare che la nostra fotocamera possa far funzionare il flash incorporato in manuale. Qualora il flash incorporato nella nostra macchina non possa funzionare in manuale non potremo prendere qualsiasi servocellula per comandare il nostro flash remoto, ma dovremo cercare delle servocellule "intelligenti", cioè già programmate o comunque programmabili per ignorare i prelampi del nostro sistema flash e dare l'innesco solo al momento giusto. Il secondo problema dell'innesco via luce è dato dalla possibilità che altri fotografi usino involontariamente il nostro sistema flash; le servocellule infatti non distinguono chi emette il lampo, se siamo in una situazione dove ci sono più fotografi, come ad una cerimonia, i nostri flash verrebbero innescati da qualsiasi lampo, con il rischio che al momento del nostro scatto siano in fase di ricarica e ci lascino senza lampo. Per ovviare a ciò alcuni costruttori hanno messo a punto dei sistemi di controllo flash, sempre basati sulla luce, ma con una gestione più accurata e personalizzata, come il Creative Lighting Sistem di Nikon, basato su una serie di codici trasmessi tramite prelampi che permettono il consenso allo scatto dei flash solo quando riconoscono l'istruzione del commander con cui stanno lavorando, evitando di scattare nel caso ci siano altri fotografi con le loro macchine. In realtà il CLS è una centrale di controllo che consente una vera e propria gestione delle potenze dei flash remoti dal dorso della macchina che stiamo usando, senza obbligarci ad entrare sul set per modificare le potenze dei flash; inoltre è in grado di gestire flash remoti che lavorano in automatismo, mescolando insieme flash che lavorano in manuale e flash che lavorano in automatismo. Tutto il sistema lavora, infine, solo sulla banda dell'infrarosso, questo consente di adottare quindi un dispositivo di innesco che non emette lampi visibili, permettendo di azzerare anche la luce minima di un flash innestato in macchina o del flash incorporato. I limiti di tutti i sistemi di innesco basati sulla luce sono relativi alla luminosità ambientale ed alla necessità che i flash remoti siano in vista del flash pilota in modo da leggere il lampo di innesco. In esterni con molta luce o comunque in situazioni di luce non facili le servocellule potrebbero semplicemente non vedere il lampo, abbagliate dal sole o da un riflesso che di fatto ne impedisce il funzionamento, così come un qualsiasi ostacolo interposto tra innesco e servocellula. Flash radio Per superare i limiti dei sistemi di innesco con la luce sono comparsi i sistemi basati su onde radio. Il metodo di funzionamento è sempre il medesimo: un trasmettitore radio viene inserito nella slitta flash della macchina, riceve il segnale di innesco e, via radio, manda il segnale ai ricevitori collegati ai nostri flash remoti, che scatteranno. Nel caso dei ricevitori radio il metodo di connessione ai flash remoti non è sempre facilissimo, spesso infatti i ricevitori radio hanno solo un'uscita coassiale tipo P/C, quindi sul nostro flash remoto dovremo avere una presa P/C oppure dovremo corredare il flash anche di uno zoccolo con porta P/C cui attaccare il ricevitore radio per l'innesco. I ricevitori radio sono sicuramente i sistemi di innesco più sicuri e comodi, hanno un raggio d'azione piuttosto esteso, i ricevitori non devono essere in vista con il trasmettitore ma possono essere nascosti, lavorano su frequenze radio e su più canali evitando qualsiasi interferenza da parte di chiunque. Hanno come unico svantaggio l'essere un pochino più costosi degli altri sistemi di innesco. Alcuni produttori hanno iniziato ad introdurre sistemi radio compatibili con i sistemi di gestione flash avanzati di Canon e Nikon, in pratica anche via radio sarebbe possibile gestire i flash in completo automatismo. La tecnologia alle spalle di questi nuovi prodotti, anche se non complessa, è però ancora piuttosto costosa ed ogni punto luce aggiunge una spesa significativa al sistema. Conclusioni Esaminati i vari sistemi di innesco rimane da capire come combinarli. Come abbiamo visto un flash può essere innescato in vari modi, tuttavia in qualsiasi caso ci sarà un momento in cui il dispositivo di innesco darà al flash il comando di scattare. Quello che ci interessa per combinare sistemi diversi è solo riuscire a far sì che funzionino bene nello stesso momento. La prima cosa da sapere è che sulla maggior parte delle macchine dotate di porta P/C questa funziona sempre e sincronizza sempre al momento giusto, anche se in slitta abbiamo un flash che lavora in automatismo con tanto di prelampi; quindi se abbiamo un sistema misto con un flash pilota in slitta che funziona sfruttando una gestione avanzata dei flash remoti, saremo sempre in grado di pilotare altri flash in manuale via cavo sincro. Questo può essere utile quando via cavo vogliamo pilotare un flash che illumina un elemento statico del nostro set (uno sfondo, un particolare) che necessiterà sempre della medesima illuminazione. Allo stesso modo dobbiamo sapere che i tempi di attivazione dei vari flash sono sempre molto rapidi, quindi possiamo concepire una serie di flash innescati a cascata: via cavo innesco un flash che illuminandosi farà partire un secondo flash asservito da una fotocellula, questo secondo flash magari riuscirà a vederne un terzo, che è in posizione nascosta rispetto al primo, e lo attiverà a sua volta tramite una seconda fotocellula. Medesimo discorso via radio: con un trasmettitore via radio attivo il primo flash il cui lampo attiverà il secondo tramite una fotocellula. L'unica cosa a cui bisogna prestare attenzione in caso di più sistemi coordinati tra di loro è la lunghezza della catena di innesco. Una catena di innesco più lunga, con un paio di passaggi in più, potrebbe mettere fuori sincro l'ultimo flash, in tal caso ce ne accorgiamo per un'illuminazione non omogenea sul fotogramma, e quello che dobbiamo fare in questi casi è allungare il tempo di scatto, per fare sì che il tempo di esposizione del sensore sia tale da far accendere tutti i flash che partecipano alla scena. Una volta assimilati i principi base di innesco dei flash il limite nel trovare diverse combinazioni è solo nella disponibilità di flash che abbiamo.
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