Droni fuorilegge?

Mi rivolgo alla Redazione di “fotografare” per risolvere un mio dubbio. Grazie anche agli interessanti articoli che la vostra e nostra rivista dedica ai droni, mi sono appassionato a questo genere di ripresa aerea. Ma è vero che l’ente preposto ha reso molto più severe le norme per l’utilizzo di questi simpatici aerovelivoli telecomandati?
Donato Panzironi
Zagarolo (RM)

Pilotadidroni-web

Caro Panzironi, in effetti a metà dello scorso anno, abbastanza in sordina, come succede
in Italia quando una cosa è importante, il nuovo Regolamento ENAC (Ente Nazionale
Aviazione Civile) sui droni (ossia i SAPR, Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto), alla
fine, è arrivato.
L’Ente ha pubblicato sul proprio sito web la normativa, confermando ufficialmente
alcune delle novità annunciate nella lunga strada che ha portato alla seconda edizione.
Tra le novità più importanti, e ampiamente preventivate, c’è la possibilità di operare
all’interno dei CTR, l’estensione del volume operativo in 150m di quota relativa e 500m
di raggio per le operazioni specializzate non critiche, la visita medica LAPR per le operazioni
con i mezzi sotto i 25 kg e l’attestato unico rilasciato dai centri di addestramento.
È stata confermata, inoltre, la nuova categoria sotto i 300 grammi di peso. In sostanza, le
operazioni specializzate condotte con mezzi di massa minore o uguale a quella indicati
e con velocità massima fino a 60km/h vengono considerate non critiche in qualsiasi
scenario operativo. Il pilota, inoltre, non dovrà prendere attestati. Uno dei punti che più sta facendo discutere appassionati e addetti ai lavori riguarda gli aeromodelli.
Nel nuovo Regolamento ENAC sui droni, a distinguere tra droni e aeromodelli non sarà
più la modalità d’uso ma la presenza di dispositivi e strumenti che configurino l’uso
del mezzo in operazioni specializzate. In altre parole, piccoli multielicotteri usati per
scopo ricreativo con una telecamera a bordo potrebbero essere considerati droni a tutti
gli effetti. Va da sé che, siccome i droni muniti di fotocamera saranno più pesanti, in genere,
di 300 grammi, la parte della legge che ci riguarda è quella dedicata ai droni sotto i 25
chili. Chi invece vuole pilotare droni superiori ai 25 kg di peso dovrà fare richiesta per
una licenza ENAC apposita, con requisiti da superare ancora più complessi.
Di minore importanza invece la visita medica, che diventa più semplice e con requisiti
medici ridotti. Una delle novità più rilevanti, tuttavia, è la possibilità di sorvolare le zone
urbane, a patto di non passare sopra ad assembramenti di persone e di rispettare le
leggi sulla privacy, le disposizioni locali del Sindaco e di pubblica sicurezza.
Per volare in città con droni che pesano non più di 300 grammi e una velocità massima inferiore
ai 60km/h basta fare una domanda all’ENAC in modo da ottenere il riconoscimento.
I droni con un peso non superiore ai 2kg devono invece avere caratteristiche d’inoffensività
certificate dall’ENAC o da organizzazioni riconosciute ufficialmente dall’ente.
Per capire meglio la portata del nuovo regolamento sui voli nelle aree urbane abbiamo
fatto qualche domanda a diversi esperti che ci hanno detto che anche se le novità sembrano
tante siamo di fronte al classico esempio di “confusione all’italiana”.
Come se non bastasse, le autorità per la privacy europee lanciano l’allarme sul rischio
droni per la riservatezza. Riunite nel Gruppo Articolo 29, le agenzie hanno fornito una serie
di indicazioni e raccomandazioni a costruttori e operatori, oltre al legislatore nazionale
ed europeo e ai regolatori del settore.Consigliamo vivamente quindi il nostro lettore
Donato, e tutti gli altri eventualmente interessati, di consultare il regolamento completo sul sito ufficiale dell’ENAC:
www.enac.gov.it.

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