Fotografia Contemporanea dall’Europa nord-occidentale

foto contemporanea

Artisti in mostra:
Morten Andenaes, Johann Arens, Jonny Briggs, Willie Doherty, Annabel Elgar, Hallgerður Hallgrímsdóttir,Ilkka Halso, Sarah Jones, Sanna Kannisto, Sandra Kantanen, Astrid Kruse Jensen, Lilly Lulay, Melissa Moore, Barbara Probst, Olivier Richon, Tom Sandberg, Trine Søndergaard, Wolfgang Tillmans, Gillian Wearing.

Fino 10 gennaio 2016 gli spazi espositivi del Foro Boario di Modena ospiteranno un nucleo di acquisizioni riferite ai paesi nordici, entrate di recente a far parte delle collezioni gestite dalla fondazione e sinora mai esposte: oltre 70 opere di 19 artisti, da Wolfgang Tillmans a Jonny Briggs, in grado di suggerire la vivacità e l’eterogeneità di tendenze di un’area geografica che abbraccia Germania, Gran Bretagna e Scandinavia.
Cuore dell’allestimento, incastonato nel percorso come una ‘mostra nella mostra’, sarà inoltre un importante omaggio al fotografo norvegese Tom Sandberg (1953 – 2014), le cui opere intendono dialogare con quelle degli altri artisti europei in un gioco di rimandi e affinità più o meno evidenti.
Un percorso di allestimento pieno di stimoli e prospettive a cura di Sune Nordgren e Filippo Maggia, a poco più di un anno dalla scomparsa del fotografo norvegese a sette dalla grande retrospettiva dedicatagli dal PS1 di New York. Opere che l’allestimento non omogeneo e privo di didascalie di “Tom Sandberg.Around myself”, rispettando le indicazioni lasciate dallo stesso fotografo all’amico curatore Sune Nordgren prima di morire, con una sorta di caos esistenziale senza soluzione che spazia tra visioni esistenziali, inquietudini tipicamente nordiche e allucinazioni che richiamano gli incubi di Munch, conduce gli spettatori nel tormentato mondo interiore di Sandberg.
Un viaggio in un rilevante corpus di lavoro, sospeso da terra, parcheggiato in strada, librato nel cielo e all’essenza della vita, sfiorando vette innevate, nuche giovani, spettrali paesaggi nebbiosi e senso del mistero, con più di un trentennio di visioni in bianco e nero, sviluppate con palladio e gelatina d’argento in medio e grande formato, arricchito da due documentari proiettati ricchi di testimonianze dirette dell’artista e dei suoi amici più stretti. L’intero progetto espositivo è a cura di Filippo Maggia, direttore di Fondazione Fotografia Modena.

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