PASM? chi era costui?

Carissimi redattori di fotografare, il mio nipotino di dieci anni mi ha chiesto che cosa significano esattamente le lettere che compaiono sulla rotella dei modi di impostazione sulle fotocamere di oggi. Dice: “Nonno, ma che vuol dire PASM?”. Intende naturalmente le sigle P, A, S e M che compaiono sopra il fatidico bottone sul castello dell’apparecchio.

Io lo so che cosa vogliono dire, ma preferisco, per paura di commettere qualche… impiccio, che mi aiutate voi… Con mille ringraziamenti dal nipotino Mirko, che ha cominciato a leggervi già da un po’. Un saluto…fotografico!

ARTURO VESPIGNANI
SALERNO

Le quattro modalità siglate “PASM” permettono al fotografo di modificare a proprio piacimento le impostazioni della macchina fotografica, se non tutte (nella modalità M). Ogni lettera indica cosa un fotografo può modificare. Praticamente tutte le macchine fotografiche degne di questo nome, reflex, bridge, mirrorless o compatte che siano, hanno delle diciture simili a quelle da te proposteci, caro lettore salernitano, serigrafate, incise o modellate a rilievo sulla rotella dei programmi, quella che in inglese viene detta “mode control dial”. Vediamole una alla volta. Premessa: c’è anche il modo “AUTO”, identificato in genere dall’icona di una macchina verde o dalla scritta “AUTO” sempre colorata di verde: è la modalità completamente automatica.

Quando è impostata su questa posizione la macchina non solo gestisce automaticamente l’esposizione, ma sceglie anche la sensibilità da usare, e se usare o meno il flash.

Su alcune fotocamere, quando si usa questa modalità, la macchina cerca di capire che tipo di soggetto si sta fotografando e sceglie in automatico la coppia tempodiaframma che secondo la sua programmazione è più adatta a quella foto. P invece sta per “Program”, una modalità automatica che all’inizio può sembrare uguale a quella verde; invece il modo “PROGRAM” lavora in modo simile a quello “AUTO” per quanto riguarda l’esposizione, selezionando in automatico la coppia  tempodiaframma migliore secondo la sua programmazione, ma lascia al fotografo la facoltà di
scegliere la sensibilità da usare e la gestione del flash (che, volendo, può comunque essere lasciata in
automatico anche in questo modo). A o Av (Aperture value) è la modalità detta a Priorità di
Diaframmi: voi impostate un diaframma (che la macchina lascia gestire a voi) e la macchina seleziona il tempo necessario alla corretta esposizione. Molto utile se quello che vi interessa è la gestione di
cosa volete a fuoco e cosa no. S (o T o Tv, Time Value), modalità detta a priorità di Tempi:
voi impostate un tempo (che la macchina lascia gestire a voi) e la macchina seleziona il diaframma
necessario alla corretta esposizione.

Molto utile se quello che vi interessa è la gestione del movimento o se volete congelare il movimento o dare l’idea del mosso e di un’immagine dinamica. S sta per Shutter (otturatore), T per Time, ogni brand decide come chiamare questo valore. M (Manual) rappresenta la modalità completamente Manuale: voi impostate sia i tempi che i diaframmi e la macchina scatta in quel modo. Nell’oculare potrete comunque tenere sotto controllo l’esposimetro, in modo da vedere se state sottoesponendo o sovraesponendo, ma la macchina non varierà nessuno dei due parametri.

Alcune fotocamere poi hanno altre modalità. Ad esempio il programma o modalità caratteristico solo del marchio Pentax e Ricoh, ossia TAv: voi impostate sia tempi che diaframmi e la macchina regola il valore ISO più adatto, in un range che avrete deciso prima (ad es. da ISO 100 a ISO 1600). A questi si vanno ad aggiungere in alcune macchine più amatoriali le varie “scene” preimpostate, come “ritratto”, “macro”, “neve”, “tramonto”, “notturno”, “foto subacquea”, “paesaggio”, “sport”, ecc., che altro non fanno che cercare di far lavorare la macchina in modo automatico secondo dei programmi preimpostati in fabbrica (ad esempio: in “sport” la macchina cercherà di mantenere dei tempi piuttosto brevi).

Questi programmi in genere scompaiono nelle fotocamere pro o semipro: si dà per scontato che l’utilizzatore esperto sappia su quali parametri agire. I programmi che non mancano mai comunque sono i sopra descritti, ed appunto siglati PASM.

Commenti da Facebook

Articolo Successivo

Barthes, chi era costui?

Articoli correlati

PARTECIPA ALLA DISCUSSIONE